da Anise Koltz

ELIO PECORA

ANISE KOLTZ

(da Somnambule du  jour,  ed.Gallimard, 2016)

Galassie interiori

 L’oceano da cui ero uscito

ha milioni di anni

si risveglia in me

quando ti amo

 

Nei miei abbracci

lascerò sul tuo corpo

frammenti di conchiglie

 

IL tuo letto

sarà ricoperto

da uno strato sottile di sabbia

*

IL mondo continua a ruotare

nei miei sogni

 

Orbite di parole

descrivono una strana poesia

 

Ho dentro galassie

 

L’universo aggrava

ognuna delle mie parole

*

Ignoro per chi

e perché vivo

 

Ignoro per chi

e perché muoio

*

Di dove sono venuto?

 

Sono calmo

e sono elettrico

 

quale mente m’ha dato

la mia mente?

*

Le mie mani

non hanno nessuna geometria

e pure il mondo intero

è iscritto

nelle mie palme

*

Chi sa

chi sono?

Le mie impronte digitali

cambiano ogni giorno

*

La mia testa gira

intorno a soli sconosciuti

 

Io mi allontano sempre più

da me stessa

divisa fra nuove possibilità

di luce

*

Esploro la mia testa

là dove i pensieri

diventano impensabili

nascosti

nel fondo paludoso

del mio cervello

*

Il tempo iscrive

le sue immagini

 

Io cerco parole adeguate

per costruire

spazi di silenzio

*

Nessuna leggenda

mi appartiene

 

Nessuno finirà

la mia storia

 

Il mio passato

senza ritorno

si mischierà alla terra.

 

Tutta questa vita

un’equazione

che resta da dimostrare

*

Cammino

dentro me stesso

senza mai arrivare

 

l’invisibile mi perseguita

 

Nella geografia

del mio cervello

l’impensabile

dove risiede?

*

La mia età mi pesa

la mia memoria è scaduta

 

Mi guardo

guardare

i paesaggi accatastati

sotto le mie palpebre

*

Il deserto è una terra

di assenza

di silenzio

 

una notte chiodata

rischiara questo spazio sconsacrato

*

Sole senza fine

inchiodato nel cielo

mi apro alla tua distanza

 

La distanza

essendo la nostra prossimità

 

Tu ti svegli

e ti corichi con me

 

Ogni raggio

segna una sete

che mi traversa

che mi fa esistere

*

Della nostra nascita

abbiamo fiutato il sangue

 

Le immagini del diluvio

tappezzano ancora

la nostra memoria

 

Noi camminiamo senza mappe

appesi al mondo

con una spilla di sicurezza

*

Nel bianco della pagina

e nella mia scrittura

s’è installato

un pezzo d’inferno

ultimo segno del cielo

*

La lingua traveste

la realtà

 

Le parole non contengono

gli oggetti

 

La verità raggiunta

non è che una finzione del reale

*

Quale destino si nasconde

sotto le mie palpebre chiuse?

 

Inventa

un’altra realtà del mondo?

 

Le sequenze si seguono

dentro un nuovo ordine

 

Allertano il sangue

orchestrano apparenze ingannevoli

 

Defilano costellazioni

davanti al mio schermo interiore

 

Appaiono personaggi

fatti della materia dell’ombra

 

Fino a che la notte emigra

prima che appaia il giorno

*

I battiti del mio Cuore

segnano il ritmo

delle mie poesie

 

Il respiro del mondo

si accelera

 

La pagina brucia

senza bruciare

*

Dopo il mio migrare

per tanti corpi

i secoli s’accatastano

sulle mie ossa

 

La mia ombra batte

contro ogni parete

 

Il mondo è virtuale

 

Il visibile

resta invisibile

*

La corrente della vita

che mi traversa

non ha ritorno

 

Quando m’immergo

in me stesso

vedo la terra intera

che ruota nel mio sangue

*

Ogni poesia

che scrivo

esiste da sempre

 

Viaggiando con la luce

la capto

 

facendola vibrare

con le erbe del campo

*

A René

 

Tu traversi il mio letto

come quello di un fiume

 

Ti riposi

sulle mie rive

 

Nel mormorio dell’acqua

ascolti le mie parole

 

L’acqua è il mio messaggero

porta il mio amore

*

E’ sempre troppo tardi

o troppo presto

 

Ogni volta che mi uccidi

la luce rinasce

nei miei occhi

 

Un nuovo giorno si leva

senza età –

malgrado un passato

millenario

 

Il mondo cambia

senza cambiare

 

L’eternità

dirottata senza tregua

verso punti desueti di riferimento

*

Porto in me

ricordi di altre vite

 

Ogni volta torno

nei miei sogni

dove vaneggio

come un compasso storto

*

M’incendi

col sole violento

del tuo arrivo

 

Sei una poesia

in caratteri braille

che mi brucia le dita

quando leggo

 

Viviamo

in un mondo

di fuoco

*

Il cammino si fa

andando

 

Ogni passo

pesa più

di un destino

*

Anche la parola

masticata e rimasticata

che propongo

attraverso il tempo

è un altrove

che non conosco

 

Ogni volta la parola ignora tutto

del suo soggetto

 

Ogni volta rifiuta di lasciarsi

allettare

nella scrittura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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