12 novembre 2015

12 novembre 2015- Guardo a questo “quasi diario” come a un gioco con me stesso, dunque nessuna regolarità e nessun lettore ( non ne ho traccia!). Questo me lo rende a suo modo  luogo e spazio di ritrovamento, e vale solo quando me ne do l’abbrivo. A star dietro ai miei umori e  pensieri, anche farneticazioni, dovrei di continuo, di ora in ora, diareggiare. Invece rinvio, prendo tempo, evado da emozioni ed impressioni, o almeno le rinvio a me stesso, a un silenzio serrato  di parole  volatili.  Nei giorni scorsi molte volte avrei voluto qui  denunciare  tutto l’abuso compiuto nei confronti di Pasolini. Un amico occhiuto e nostalgico m’ha ricordato che un mio articolo, scritto qualche decina di anni fa riguardo a Pasolini, aveva un titolo ( non so se estratto dal redattore della pagina dal mio scritto) così recintante:< Onorare il morto per liberarsene.> Il peggio che possa riservarsi a un autore è quello di strobazzarne la persona e l’opera lungo intere giornate e per tutte le possibili comunicazioni,  così assolvendone nel rumore la presenza e l’essenza.  Uno spettacolo indigesto e rivoltante.    Resisterà Pasolini a questa alluvione di chiacchiere, di sentenze, dei troppi  letterati accorsi a evidenziare la propria “competenza”. Promosso  a prodotto, “culturale”, da svendere nel giro di qualche giorno, in occasione di un anniversario terribile, in quale misura Pasolini viene restituito ai suoi lettori, in quanti faranno proprie   le sue difficili verità?