12 settembre 2015

12 settembre 2015- E’ impossibile arrivare alla scrittura quando i pensieri s’aggrovigliano e s’annebbiano. Responsabilità della parola scritta, anche di quella pronunciata, e pure così poco sentita in un tempo di chiacchiere diffuse, di sapienze lasciate al vento dell’informazione. Questo immenso chiacchierio è certo il segno di un’ansia che possiede tutti e che si nasconde e giustifica dietro tutto questo straparlare.  Dove rivolgersi quando ogni intenzione pare bugiarda , si rivela sbagliata nello stesso momento in cui viene propalata, si presta a un infinità di contraddizioni! Ci si ripete spesso, fra sconsolati, che solo rimedio è seguitare nei propri compiti con accortezza, con onestà. E anche solo pronunciandoli questi sostantivi se ne sente l’inadeguatezza, in un’età in cui niente appare adeguato. Pure, per resistere, per restare nelle nostre giornate senza disperare, bisogna avere rispetto di sè e del mondo muovendoci attenti e operosi in quel che ci tocca e ci appartiene, che abbiamo scelto e che ci siamo dati. ( Il bene comune non  è la somma di tanti singoli beni?” Piccola fiamma gran fiamma feconda”, ancora una volta Dante soccorre. ) Forse questo ci aiuterà a sopportare la vista di folle immense lacere, e pure decise e perfino sorridenti, che traversano nazioni e continenti in cerca di una vita degna, e a rifiutare la stupidità e l’egoismo che da tante e troppe parti minacciano e incombono. Se faticosamente ci rifiutiamo alla stessa speranza, non ci neghiamo alla ragione che pure da qualche parte insiste e persiste. Ragione che porta a comprendere e a far muovere quel che rende un poco più vive e attive le nostre giornate. E’ poco ed è il tanto che al momento possiamo.