8 maggio 2014

8 maggio 2014- Mi domando per quali  ragioni  questo diario ha una continuità tanto balzana. E mi pare una possibile risposta la seguente: occorre, per tornarvi, che io senta una forte  spinta a interrompere l’abituale irrequietudine, a metter fuori la testa e i piedi dalla melma di quelle che chiamo “immondizie”. Convincermi – anche solo per poco e per gioco?-  che vale raccogliere e legare un mazzetto di parole – anche difettose mancanti eccessive. Dunque   lasciarsi a un pensiero, forse solo a qualche frase che si protende,  che pretende di fermarsi, affermarsi. Bisogna convenire,  tenere un diario quotidiano richiede una notevole fiducia nel ruzzolare dell’esistenza,   presumere di abitare al centro della propria attenzione ( centralità che pure non si limiterebbe al meglio, ma  anche al minimo e al niente). Chi può in un’epoca come questa starsene abbarbicato a una totalità impossibile, inesplicabile? Già è soprendente ritrovarsi in qualche frase, averla consegnata al se stesso che forse la rileggerà.